I Templi Italici

Ultima modifica 31 marzo 2021

Schiavi di Abruzzo, paese di antiche memorie, con i suoi reperti archeologici , offre ancor oggi ai suoi visitatori la testimonianza visibile dell'antichità e della nobiltà della propria storia:l'importante complesso culturale dei Templi Italici.

Tra il X e IX secolo a.C. i Pentri, la popolazione locale appartenente ai Sanniti, iniziarono ad insediarsi nell'Area Sacra , dove a partire dal III secolo a.C. costruirono le prime strutture in pietra, tra le quali spicca il Tempio maggiore.

Le notizie di resti archelogici, rinvenuti in località Colle della Torre, risalgono già al 1913, ma i primi saggi archeologici iniziarono solo nel 1937, dai quali emersero il lato nord-ovest del basamento e del tempio, la pavimentazione del pronao  e numerosi frammenti di terracotte architettoniche.

L'area sacra è stata costruita da due fasi principali: tra la fine del III sec. a.C. e gli inizi del II venne sistemato il terrazzo con la costruzione del tempio maggiore e la pavimentazione dell'area sacra; in un secondo momento, agli inizi del I sec. a.C., si fecero lavori di ristrutturazione e di costruzione del secondo tempio, il cosiddetto Tempio Minore.

Davanti al tempio minore è visibile l'altare in muratura, originariamente sovrastato da coperture lignee rivestite con lastre in terracotta. Il secondo edificio di culto ha continuato ad essere frequentato anche dopo la guerra sociale:lo testimoniano i rifacimenti e le opere di restauro subite dal tempio.

Il Santuario è costituito da un muraglione a blocchi squadrati, parzialmente visibile, a sostegno dell'area di ubicazione del complesso, che documenta la successione di due distinte fasi architettoniche. Si è ipotizzato, nonostante la lavorazione molto accurata nei dettagli, che la costruzione di questo tempio, non fosse mai stata completata, a causa dei capitelli ionici appena abbozzati sovrastanti le quattro colonne sulla fronte del pronao.

La seconda costruzione, posta in posizione parallela ed affiancata alla prima, è più piccola del tempio "maggiore". Databile al 90-88 a.C. - in corrispondenza della seconda fase architettonica del santuario, cioè il I sec.a.C.- il tempio (metri 7,40 x 13,30) è privo del podio, ma presenta il pronao con una pavmentazione in opus spicatum e sulla fronte, quattro colonne in mattoni. Anche qui la cella è quasi quadrata, con pavimento in signino rosso e decorzioni geometriche,le cui tessere bianche compongono sulla soglia una iscrizione dedicatoria in lingua osca, G. PAAPIIS MITILEIS, riferentesi probabilmente al costruttore.

Inoltre, numerosi sono stati i reperti di oggetti votivi rinvenuti nel tempio minore, rappresentavano figure umane, oggetti di uso quotidiano e animali, realizzati con lo scopo di chiedere protezione e guarigioni oppure raffiguravano la ricompensa per favori ottenuti.