Regione Abruzzo

I Templi Italici

Ultima modifica 31 marzo 2021

Schiavi di Abruzzo, paese di antiche memorie, con i suoi reperti archeologici appartenenti ai periodi preromano, romano e medioevale, offre ancor oggi ai suoi visitatori la testimonianza visibile dell'antichità e della nobiltà della propria storia:l'importante complesso culturale dei Templi Italici, risalente all'inizio del II sec. a.C., ma attivo fino al II sec. d.C.

Notizie di resti archelogici, tinvenuti in località Colle della Torre, risalgono alla metà sel secolo scorso, ma veri e propri lavori di scavo, condotti dalla Soprintendenza Archeologica dell'Abruzzo dopo il ritrovamento di terrecotte architettoniche, hanno avuto inizio nel 1964.

Successivamente, agli inizi degli anni '70, viene scoperta la stipe votiva nell'angolo posteriore sinistro del tempio "minore", ricostruito nel 1974.

Di recente sono riprese le attività di scavo, volte a migliorare la conoscenza del sito.

Il Santuario è costituito da un muraglione a blocchi squadrati, parzialmente visibile, a sostegno dell'area di ubicazione del complesso, che documenta la successione di due distinte fasi architettoniche. Infatti, il tempio cosiddetto "maggiore", dall'alto podio modanato (metri 21 x 11 x 1,79) si fà risalire all'inizio del II sec. a.C., dopo le guerre annibaliche.

Si è ipotizzato, nonostante la lavorazione molto accurata nei dettagli, che la costruzione di questo tempio, non fosse mai stata completata, a causa dei capitelli ionici appena abbozzati sovrastanti le quattro colonne sulla fronte del pronao.

Invece il successivo ritrovamento della pavimentazione originaria - visibilmente consumata dall'uso - e di monete databili tra il 217 a.C. e il 253 d.C. hanno èermesso di valutare diversamente il tempio, che ora si ritiene completato ed utilizzato a partire dal II secolo a.C. fino al II sec. d.C. E' visibile la grande scalinata d'ingresso al pronao, dalla cella quasi quadrata.

La seconda costruzione, posta in posizione parallela ed affiancata alla prima, è più piccola del tempio "maggiore". Databile al 90-88 a.C. - in corrispondenza della seconda fase architettonica del santuario, cioè il I sec.a.C.- il tempio (metri 7,40 x 13,30) è privo del podio, ma presenta il pronao con una pavmentazione in opus spicatum e sulla fronte, quattro colonne in mattoni. Anche qui la cella è quasi quadrata, con pavimento in signino rosso e decorzioni geometriche,le cui tessere bianche compongono sulla soglia una iscrizione dedicatoria in lingua osca, G. PAAPIIS MITILEIS, riferentesi probabilmente al costruttore.

Davanti al tempio minore è visibile l'altare in muratura, originariamente sovrastat da coperture lignee rivestite con lastre in terracotta. Il secondo edificio di culto ha continuato ad essere frequentato anche dopo la guerra sociale:lo testimoniano i rifacimenti e le opere di restauro subite dal tempio.